Si riferisce che il Pakistan ha aderito alla Convenzione de L’Aia del 5 ottobre 1961 relativa all’abolizione della legalizzazione di atti pubblici stranieri. Conseguentemente, la necessità di legalizzare gli atti e i documenti pubblici pakistani è sostituita da un’altra formalità: l’apposizione della “postilla” (o apostille). L’apposizione della postilla dovrà essere richiesta alle competenti Autorità locali, designate dal Paese in questione ( https://apostille.mofa.gov.pk/ ).
Per poter essere fatto valere in Italia un documento pubblico pakistano dovrà, inoltre, essere tradotto in italiano e recare il timbro “per traduzione conforme”. Tale traduzione potrà essere svolta da un traduttore ufficiale in Italia oppure potrà essere richiesta a questa Ambasciata al momento della presentazione della domanda di visto o, previo appuntamento, all’indirizzo e-mail consolare.islamabad@esteri.it.