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Italia e Pakistan

Nel luglio 2018 Imran Khan, leader del PTI (Pakistan Tehreek-e-Insaf), ha vinto le elezioni politiche assumendo l’incarico di Primo Ministro, con un programma politico teso a combattere la corruzione e modernizzare il Paese. Con la sicurezza nel Paese molto migliorata rispetto agli anni, la priorita’ del nuovo Governo appare essere il risanamento economico. A questo proposito, Imran Khan ha ottenuto consistenti finanziamenti da parte dei Paesi considerati amici (Cina, Arabia Saudita, Emirati Arabi), ed ha soprattutto stipulato un accordo di “bail-out “con il Fondo Monetario Internazionale, che prevede l’erogazione di sei miliardi di dollari, in un periodo di tre anni. In cambio, Islamabad si impegna ad attuare, nell’arco di 39 mesi, un ambizioso programma di riforme strutturali, che comprende un incremento delle tasse e l’impegno del Governo a garantire l’indipendenza della Banca Centrale. Va comunque detto come il nuovo Governo appaia attento alle problematiche sociali del Paese, avendo infatti annunciato il varo di un ambizioso programma di sicurezza sociale, teso a garantire l’inclusione dei meno abbienti, nonche’ della popolazione femminile.

Nella visione italiana, Islamabad gioca un ruolo strategico sotto due punti di vista: la normalizzazione del contesto interno in Afghanistan ed il raggiungimento della stabilità regionale. Dal canto suo, Islamabad guarda all’Italia quale partner tra i Paesi europei sia sul piano bilaterale che all’interno dei fori multilaterali. In tale contesto, si evoca la coincidenza di vedute per quanto riguarda la riforma del Consiglio di Sicurezza ONU ed il sostegno formale fornito dal Pakistan all’Italia in occasione del voto per l’elezione dei membri non permanenti del CdS per il biennio 2017-2018. Il buon tenore delle relazioni bilaterali si e’consolidato negli ultimi anni a partire, in particolare, dall’incontro a Roma tra il Ministro Terzi ed il Ministro degli Esteri Hina Rabbani Khar (1 febbraio 2013), che ha visto la firma del protocollo di partenariato strategico (Strategic Engagement Plan). Il memorandum prevede il rafforzamento della cooperazione bilaterale attraverso incontri periodici sia a livello politico che di alti funzionari.

Nel dicembre 2018, la parte italiana era guidata dal Segretario Generale Ambasciatore Belloni, come gia’ avvenuto in precedenza. A margine di essa si sono anche tenute delle consultazioni ad hoc su temi migratori-consolari, con rappresentanti dei rispettivi Ministero dell’Interno.

Nell’ambito delle attivita’ volte a consolidare i rapporti bilaterali, il Sottosegretario Manlio Di Stefano ha presieduto la Commissione Mista Italo-Pakistana organizzata a Islamabad il 26 e 27 novembre 2019 .

Le ultime visite di membri del Governo risalgono al 2016: ad aprile si reco’ad Islamabad il Ministro degli Esteri Gentiloni e a settembre il Ministro della Difesa Pinotti.

Si e’inoltre assistito ad una notevole intensificazione dei contatti tra imprese dei due Paesi, in particolare tra quelle del settore della difesa, anche grazie a diversi eventi che hanno rafforzato l’interesse delle nostre imprese e favorito una loro maggiore “awareness” sulle potenzialita’ del mercato pakistano. La sessione della Commissione Economica Mista che si e’tenuta a Roma il 29-30 gennaio 2018, ha visto la firma di tre lettere di intenti per la collaborazione industriale nei settori della meccanica per il tessile, della meccanica per calzature e della meccanica per l’estrazione e lavorazione del marmo.

La Missione Archeologica Italiana in Swat dell’ex-IsMEO/IsIAO (oggi ISMEO) – Un Breve Profilo

La storica missione dell’ISMEO nella valle dello Swat, attiva dal 1956, e’ connessa al ruolo del prof. Giuseppe Tucci negli scavi della citta’ di Gandhara, che hanno assicurato contributi straordinari nella conoscenza dell’arte indo-greca, di straordinario valore storico, trattandosi delle realta’ di civilizzazione sincretistica fondate dalle armate di Alessandro Magno.

A testimonianza dell’alto valore della Missione, due direttori della stessa (il primo Dott. Domenico Faccenna; e l’attuale il Prof. Luca Maria Olivieri), e l’allora presidente dell’ISMEO Prof. Gherardo Gnoli, siano stati insigniti dell’alta onorificenza pachistana “Sitara-i-Imtiaz” (Star of Excellence), corrispondente grosso modo al nostro Commendatorato OMRI. Il Prof. Tucci è stato insignito inoltre del più alto riconoscimento civile in Pakistan, lo “Hilal-i-Imtiaz” (Mezzaluna di eccellenza), assimilabile alla nostra Gran Croce. Il fondamentale ruolo della Missione si conferma con la consegna, in prestito perpetuo, di alcuni reperti al Museo Nazionale di Arte Orientale “G. Tucci” di Roma.

Con vivo apprezzamento del locale Department of Archaeology and Museums, la Missione ha altresi’ intrapreso il programma di informatizzazione degli inventari e delle schede descrittive dei materiali archeologici conservati nel Museo di Lahore e nel Museo dello Swat. Inoltre, lo studio dell’architettura buddhista dello Swat si è arricchito di nuovi e più dettagliati rilievi provenienti dai santuari di Abbasahebchina, Tokar Dara I e Amuluk Dara, giungendo, al contempo, all’individuazione di nuovi santuari a Tokar Dara II e Kandara I.
Un importante progetto di restauro e documentazione della Missione, condotto con l’Università di Padova, ha peraltro riguardato il restauro delle sculture buddhiste di Jahanabad danneggiate dai talebani durante il periodo di insurrezione (2007-2009).

Inoltre il principale sito di scavi della Missione a Barikot (finora unico scavo esistente di una citta’ indo-greca), ha recentemente visto un rilevante impegno finanziario del governo provinciale pakistano, che ha acquisito la superficie su cui sorgeva l’antica città (originariamente la Bazira dei tempi di Alessandro Magno) come patrimonio protetto per le generazioni future.

Un recente sviluppo dell’attività della Missione ISMEO è peraltro lo studio della genomica e della bio-archeologia, in collaborazione con la Harvard Medical School e il Max Planck Institute. Grazie allo studio lo Swat, con i suoi dati registrati sul genoma umano, è tra le aree del mondo antico meglio studiate dal punto di vista del DNA.

La missione dell’ISMEO ha permesso di raggiungere i seguenti risultati:

1) la ricostruzione e riapertura nel 2013 dello Swat Museum danneggiato da una esplosione nel 2008;
2) il restauro (completato nel 2016) del Buddha colossale di Jahanabad sfregiato dai talebani nel 2007;
3) l’acquisizione di 12 siti archeologici, con un investimento post-progetto da parte del KP di 3 milioni di dollari (completato nel 2018);
4) il ritorno, con aumento del turismo archeologico, dello Swat nel circuito turistico nazionale e internazionale.
Anche sulla Missione archeologica in corso nel Sindh, eseguita dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e diretta dalla Prof.ssa Valeria Piacentini, ha ottenuto risultati considerevoli ed apprezzamenti unanimi.
La missione, che ha avuto inizio nel settembre 2010 su licenza rilasciata dal “Department of Antiquities – Government of Sindh”, è nata come progetto congiunto di ricerca pakistano-italo-francese a Banbhore. E’ stato quindi formalizzato un accordo tra Italia e Pakistan attraverso la firma di un Memorandum of Understanding (MOU), il 15 novembre 2017, fra l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ed il “Department of Antiquities – Government of Sindh”.